Pietro Aldi

Nato a Manciano nel 1852, si forma all’Istituto di Belle Arti di Siena, seguendo fin dall’inizio il suo interesse verso la pittura storica. Ritrae eventi del periodo medievale e romano, ma anche della sua contemporaneità, sotto un grande impulso etico e storicistico.
Numerosi tra le sue opere anche i ritratti e le opere paesaggistiche; nel 1874 vinse l’Alunnato Biringucci, che gli permise di studiare viaggiando nei luoghi più importanti per la sua crescita artistica: Venezia, Firenze, Roma e Parigi. La sua vita purtroppo fu breve; il pittore infatti si ammala gravemente e il 18 maggio 1888 muore nella stessa casa dove era nato. Qui, alcuni anni dopo, fu posta una lapide in sua memoria.
Per citare solo alcune delle sue opere più conosciute, gli affreschi realizzati nella Sala del Risorgimento del Palazzo Comunale di Siena, “L’incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II”, affresco del 1886 (conosciuto anche come “L’incontro di Teano”),”L’incontro di Vignale”,e “Le ultime ore della libertà senese”, dipinto nel 1882, oggi in comodato d’uso al Museo di Santa Maria della Scala di Siena ma appartenente alla Galleria Comunale di Arte Moderna di Roma. L’opera venne presentata ed enormemente apprezzata alla Mostra Internazionale di Roma del 1883.
Le principali opere di Pietro Aldi da vedere a Manciano sono:
Giuramento di Ghino di Tacco,1872, Palazzo comunale, Manciano, (GR), dipinto dall’autore appena ventenne
L’Annunciazione, 1875, Chiesa della S.S. Annunziata, Manciano

Nei dintorni, a Pitigliano potete vedere due tele all’interno del Duomo, realizzate tra il 1883 e il 1885:
“L’imperatore Enrico IV a Canossa” e “La predestinazione del giovane Ildebrando”
Presente anche a Capalbio, con “San Nicola di Bari”, presso la Chiesa di San Nicola, e sul Monte Argentario, dove al Convento dei Passionisti è possibile ammirare la “Madonna col Bambino che consegna a San Paolo della Croce il progetto del convento”, datato 1880.

Paride Pascucci

Nato a Manciano nel 1866, studia all’Accademia Senese di Belle Arti, prima di partire per la vita militare: è qui che disegna i “Bozzetti di vita militare”; vince il premio Biringucci grazie al quale apre uno studio a Roma. Le sue opere rappresentano le nostre genti, la durezza del lavoro dei campi e del vivere in una terra a volte ostile.Nel 1909 Pascucci vuole partecipare all’Esposizione d’Arte Moderna a Roma con il quadro “Gli Apostoli”, grazie al quale vinse, ottenendo anche l’apprezzamento di Vittorio Emanuele III.L’opera è oggi visibile all’interno della Chiesa di San Leonardo a Manciano.In questo periodo viene chiamato per la decorazione del Santuario di Loreto, lavorando accanto a Cesare Maccari, e ad eseguire alcuni affreschi al Palazzo di Giustizia a Roma. Nel 1929 ottiene il “Premio Lussi” grazie al “Venerdì Santo”, che viene esposto alla Galleria d’Arte Moderna (oggi visibile all’interno della Chiesa di San Leonardo a Manciano).Da questo periodo in poi, il carattere un po’ schivo dell’artista si palesa sempre più nelle sue opere: la pennellata si fa più dura, i colori si inaspriscono; con “La Siesta” il pittore ci regala l’ultima delle sue opere, che sono l’espressione più forte e profonda del suo amore per la Maremma; tra le sue opere più significative, ricordiamo anche “Eroe che ritorna”del 1895, ispiratogli dalla morte di un concittadino nella Prima Guerra Mondiale, che vinse il premio Spranger al IV Concorso Ussi.
Sono visibili a Manciano:
“Festa in famiglia”, 1940, Sala del Consiglio Comunale, Manciano
“San Leonardo”, 1894, Chiesa di San Leonardo, Manciano,
“Venerdì Santo”, collezione della Banca di credito Cooperativo di Saturnia, Chiesa di San Leonardo, Manciano
“Gli Apostoli” ,1909, Chiesa di San Leonardo, Manciano
“Il salvatore”, sportello di tabernacolo, Chiesa di San Giorgio, Montemerano