Per un itinerario di mezza giornata,consigliamo di visitare il Museo Archeologico di Saturnia e tutti i luoghi d’interesse storico che troverete nel vostro cammino.

Pranzo o una cena presso i ristoranti del paese dove troverete piatti tipici della cucina toscana e maremmana.

1.Porta Fiorentina

La porta, così denominata perché si affacciava verso il territorio interno, era una delle quattro entrate al borgo, oggi non è più esistente, ma sono ancora visibili il punto dove era ubicata e le mura che la sorreggevano, ristrutturate dai Senesi nel XV sec.

2.Bagno secco

In Via Mazzini troviamo una struttura quadrangolare, che in epoca romana era una cisterna, per la raccolta delle acque, in opera cementizia rivestita di coccio pesto.
Una antica leggenda narra che un tempo qui sgorgasse la sorgente delle acque termali, fu il cavaliere Orlando a deviarla. Egli si accorse che più uccideva i nemici più questi uscivano fuori, così una vecchietta gli disse che dentro le mura della città c’era una fonte, capace di curare i feriti e resuscitare i morti, allora Orlando la maledisse: “Acqua che guarisci raspo e rogna, scendi nella valle di Saturnia” e questa gli obbedì

3.Museo Archeologico-, Info point

Piccolo ed intenso, il museo è in Via Italia e cela al suo interno la nota Collezione Ciacci. La raccolta comprende reperti che spaziano dalla preistoria alla tarda antichità e che si distinguono per l’ottimo stato di conservazione. La parte più interessante è indubbiamente quella etrusca, comprendente ceramica da banchetto, come gli splendidi buccheri ed i vasi etrusco-corinzi.

Biglietto 2,50 €
Ridotto 2,00 €
Cumulativo 4,00 €

4.Castello

Il Castello oggi è una residenza privata, visibile solo esternamente, come appare ai nostri occhi è il risultato di una ricostruzione degli anni ’20 del ‘900, ma la sua storia è molto più antica. Al di sotto di esso vi è una cisterna romana, su cui gli Aldobrandeschi eressero la loro rocca, restaurata da Siena nel XV sec. e recentemente dalla famiglia Ciacci

5.Porta Romana-Via Clodia-Le mura

PORTA ROMANA
E’ l’unica porta rimasta dell’esistenti (porta Fiorentina, porta di Fontebuia, porta dell’Inferno o di Fonte Cenciosa) e risale al periodo senese, anche se probabilmente delle porte esistevano anche nelle epoche precedenti. Essa è stata realizzata anche con materiali di recupero, infatti, vi è incastrata una lastra in travertino con iscrizioni latine.

VIA CLODIA
La Via Clodia è una strada basolata d’epoca romana, probabilmente realizzata su un precedente tracciato etrusco, larga 2,60 m. e delimitata da un cordolo laterale di 15 cm. di larghezza. Iniziata nel III sec. a. C., fu ultimata nel II sec., quando fu dedotta la colonia di Saturnia, che ne costituisce il capolinea. Essa collegava la città con tutti i principali centri della costa (attraverso vie secondarie) e dell’interno. Il suo tracciato è ancora discusso, ma possiamo seguirlo a partire da Tuscania, da cui proseguiva verso Canino, Castellardo, la Villa della Selvicciola, Castro, la Selva del Lamone, attraversava il Fiume Fiora nei pressi dell’attuale ponte sulla S.R. n. 74 fra Manciano e Pitigliano, per poi continuare fino a Saturnia.
Il nome deriva da chi promosse la sua costruzione ed a questo riguardo, i due più probabili candidati sono: il censore Caio Claudio Centho, o il console e censore Appio Claudio detto il Cieco. Il percorso è percorribile fino alla strada provinciale n. 10 al di là dalla quale si trova un’entrata alle Terme di Saturnia.

LE MURA
“Se siete artisti non dimenticate l’album da disegno, quando andate a passeggiare lungo le mura. Questi ruderi dell’arte e della natura……. tripudiano in festa e dichiarano che non è possibile trovare soggetti più attraenti di pietra, di vegetazione, di rovine!” (George Dennis, 1883).
La città è circondata da un’imponente cinta muraria, i cui tratti più antichi, in opera poligonale di terza maniera risalgono al III sec. a.C., quando Saturnia era ormai romana. In epoca sillana il circuito fu rafforzato com’è evidente in Via degli Aldobrandeschi, dove le mura urbiche in opera incerta, sono oggi inglobate in una casa. Le numerose guerre, tuttavia le danneggiarono notevolmente, così che Siena fu costretta a restaurarle, dotandole di merli, visibili nelle vicinanze della distrutta Porta Fiorentina

6.Piazza Vittorio Veneto

Al di sotto dell’attuale pavimentazione in travertino, accanto alla fontana e di fronte a Via Ciacci, si cela l’incontro dei due assi stradali principali: il cardo ed il decumano massimi, risalenti al periodo della colonia romana. Davanti al ristorante “I due cippi” nascoste dall’attuale piano di calpestio, ci sono delle terme romane, non alimentate da acque sulfuree, come dimostra il ritrovamento del calidarium, tiepidarium e frigidarium, il pavimento di questa struttura era un mosaico in tessere bianche e nere, in cui si riconoscono un pesce e parte di un cavallo marino. Sempre nei pressi dello stesso ristorante troviamo due splendidi cippi con incisioni latine. Si tratta di due importanti testimonianze riguardanti dei personaggi pubblici, uno dei pilastri di travertino sosteneva la statua di Didio Saturnino ed è a lui dedicata da parte dei municipali di Saturnia (II sec. d.C.), egli fu centurione comandante la prima centuria e gli furono assegnate le onorificenze militari (armillae e torques) nella guerra contro i Parti e nella guerra germanica, ricevette poi la corona civica aurea l’asta d’argento da Antonino e da Severo.
L’altro reggeva la statua di Sesto Mecio Marcello, dedicatagli dai Pagi Lucreti, gli abitanti di una località che era sotto il controllo di Saturnia. Costui fu duoviro di Saturnia, questore del calendario e degli alimenti, ebbe anche la carica di curatore del pagus Lucrezio e ne fu un benefattore.

FONTANA
Risale al 1913, quando fu inaugurato l’Acquedotto del Fiora, portando l’acqua a tutto il territorio comunale.

GIARDINI PUBBLICI
Collocate nel giardino pubblico ci sono numerose epigrafi latine d’epoca tardo-repubblicana ed imperiale, ove compaiono le tipiche invocazioni ai Dei Mani, inoltre sono presenti delle moli olearie in pietra. Queste testimonianze sono state recuperate, nel corso degli anni, nella campagna saturnina ed oggi è difficile risalire alla loro ubicazione originaria. Alle spalle del giardino vi è un’area non edificata, che in passato è stata oggetto d’indagini archeologiche, restituendo tracce etrusche del IV sec. a.C., romane, medievali e rinascimentali. Qui sono noti anche i resti dell’antica chiesa di S. Biagio.

7.Scavi archeologici

Dietro ai giardini pubblici in un’area priva di costruzioni moderne, scavi archeologici hanno portato in luce edifici rinascimentali, medievali, resti romani e strati etruschi con materiali del IV sec. a.C., quest’ultime testimonianze erano sigillate da tracce d’incendio.

8.Scavi archeologici

.Dietro ai giardini pubblici in un’area priva di costruzioni moderne, scavi archeologici hanno portato in luce edifici rinascimentali, medievali, resti romani e strati etruschi con materiali del IV sec. a.C., quest’ultime testimonianze erano sigillate da tracce d’incendio.

9.Nucleo bibliotecario

Similmente ai lavatoi di Poggio Murella e dei Poderi di Montemerano, anche i lavatoi di Saturnia fanno parte del progetto dell’acquedotto risalente al 1913. Attualmente l’edificio ospita il nucleo bibliotecario di Saturnia svolgendo per i visitatori la funzione di info – point.

10.Porta Fonte buia – Fonte buia

PORTA FONTE BUIA
L’antica porta, oggi non più esistente, prende il nome dalla fonte poco distante. Ancora visibili sono le poderose mura, ristrutturate dagli Aldobrandeschi in epoca medievale.

FONTE BUIA
Fuori del paese, nei pressi della scomparsa Porta di Fontebuia, c’è una bellissima fonte risalente al XVI sec.

11.Cascate del mulino

Le Cascate del Mulino rappresentano uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti della Maremma Toscana, note in tutto il mondo per lo scorrere delle acque termali solfuree che sgorgano dalla vicina sorgente di Saturnia. Le acque termali fluiscono da un cratere vulcanico con una portata di 800 l al secondo, garantendo così un ottimale ricambio di acqua. Le acque termali solfuree ad una temperatura sempre costante di 37,5° hanno rinomate proprietà terapeutiche e benefiche. La particolarità  che ha reso noto questo luogo è data dal fatto che lo scorrere continuo delle acque solfuree ha eroso il travertino fino a formare delle graziose piscine naturali sulle quali l’acqua continua a scorrere fino a riversarsi nella grande piscina terminale