Per un interessante visita in “Uno dei borghi più belli d’Italia”,consigliamo una visita al paese con i seguenti luoghi di interesse storico:
Piazza del Castello, Torre Senese, Palazzo della Comunità,Piazza del Forno, Piazza del Campanile, Chiesa di San Giorgio.
Pranzo o cena nei ristoranti del paese dove troverete piatti tipici della cucina maremmana e toscana.

 

1.Seconda porta.

La seconda porta detta “del ponte” o “del rosaio” posta all’inizio della via principale, introduce nel quartiere sorto nel XIII sec., grazie al benessere ed aumento della popolazione, raggiunti sotto la signoria dei Baschi. In questa zona risiedevano probabilmente gli abitanti più poveri, mentre la parte più alta era destinata ai benestanti.
La Porta, quindi era già presente in questo periodo ed era dotata di un ponte levatoio.
Nel 1407 Siena finanziò la ricostruzione delle mura e perciò anche delle porte del circuito, successivamente (1588) fu oggetto di un altro restauro.

2.Prima cinta muraria e prima porta

La prima cinta muraria fu realizzata probabilmente dagli Aldobrandeschi e misura all’incirca 350 m. Nel corso dei secoli dalle mura furono ricavate delle abitazioni, ancora oggi abitate.

La prima porta è l’unica porta d’accesso al primitivo nucleo abitativo ed è precedente all’espansione urbanistica del XIII, avvenuta sotto il dominio della famiglia Baschi, eredi degli Aldobrandeschi.

3.Piazza del Castello

La Piazza del Castello era la più grande e più importante, costituiva la piazza d’armi per i soldati di stanza nella rocca, che qui si addestravano e potevano muoversi con agilità in caso d’assalto.

4.La Rocca o Castello

Furono gli Aldobrandeschi a rendere Montemerano un castrum fortificato intorno al 1000, quindi possiamo far risalire a loro l’edificio, chiamato dai locali il “Castello” che fu prima sede dei vassalli dei Conti, poi dei signori Baschi, da quando Gemma Aldobrandeschi andò in sposa a Ugolino dei Baschi. Successivamente (dal 1382) questo palazzo ospitò i vicari senesi, come testimonia l’incisione sulla finestra: “QUESTA E’ LA CASA DELL’ALFIERE FAUSTO GRASSI ET AMICI SUOI”.
La torre è stata realizzata nel 1407, sotto il dominio della Repubblica di Siena, su una fortificazione preesistente.
Lo stabile fu poi sede del Comune, fino alla sua soppressione del 1783, quando Montemerano entrò a far parte del Comune di Manciano.
Nel primo pianerottolo all’interno della costruzione è affissa una lapide marmorea, in ricordo dei due soggiorni del Granduca Leopoldo II Lorena (8 maggio 1844 e 30 maggio 1846). Il “Canapone” fu ospite della famiglia Giaquili, all’epoca proprietari della casa, quando viaggiava nella maremma per accertare di persona le condizioni della terra e della popolazione.
Ciò che non riporta l’epigrafe è lo “scherzo” che in una delle visite trovò il Granduca al mattino: gli splendidi cavalli con cui era arrivato, messi nella stalla del Giaquili, non c’erano più. La tradizione orale, come spesso accade, riporta due versioni del fatto: la prima narra che il ladro sostituì i bellissimi animali con due ronzinacci e Leopoldo, per niente turbato e conscio della povertà, disagio e squilibrio economico della società dell’epoca, ricomprò i propri equini direttamente dal furfante; la seconda riporta che la stalla fu trovata vuota, così il padrone di casa, trovandosi in grande imbarazzo per lo spiacevole evento, si privò dei propri cavalli per donarli al Lorena.

5.Piazza del forno

Durante il medioevo probabilmente in Piazza del Forno si svolgevano i mercati ed i giochi.
Qui si affacciavano delle stanze che facevano parte dell’attiguo palazzo pretorio, dove esistevano 2 forni (se ne hanno notizie in documenti del 1572) di proprietà della Comunità. Tali stabili furono poi acquistati da Carlo Carli nel 1786, che pose sull’arco d’entrata lo stemma gentilizio della sua famiglia.
Entrando nell’ingresso a destra c’è una particolarità, risalente alla nostra storia più recente: la scritta in nero, “W MAZZINI” testimonianza dello spirito risorgimentale e repubblicano dei montemeranesi del XIX sec..

6.Piazza del Campanile

Nella piazza, un tempo, oltre che il campanile di S. Lorenzo, vi si affacciava probabilmente anche la Chiesa dell’Assunta.
Qui si svolgevano le principali feste e processioni religiose: festa del patrono S.Lorenzo (10 agosto), festa dell’Assunta (15 agosto), ecc.

7.Pieve San Lorenzo

La Pieve risulta già esistente nella Bolla papale di Clemente III (1188). S.Lorenzo fu il primo patrono di Montemerano.
Da documenti della metà del XIII sec. sappiamo che questa istituzione religiosa contribuì con denaro alle crociate per la liberazione della Terra Santa, segno dell’importanza che rivestiva Montemerano all’epoca.
Nel 1382 il titolo di Pieve è ormai di S. Giorgio, anche se S. Lorenzo esiste ancora come chiesa e come canonica. Nel XVI sec. è sede della Compagnia laicale di S. Lorenzo, che vestiva con una cappa rossa, in onore del martirio del santo.
Il Granduca Lorena Asburgo, nel 1780, decise di sopprimere le Confraternite e nell’occasione fu sconsacrato anche l’edificio.
Il campanile è ancora oggi l’unico del paese ed in passato aveva un orologio (dal 1615), che fu distrutto a causa di un fulmine nel 1834.

8.Porta di San Giorgio ,Terza cinta muraria

La Porta di San Giorgio fa parte della terza cinta muraria, realizzata nel XV sec. per difendere la Chiesa di San Giorgio ed il nuovo quartiere, “Il Borgo”. La porta si appoggiava sulla sinistra ad una torre preesistente (2° cinta muraria) e sopra di essa correva il camminamento di ronda per i soldati. Quest’ultimo fu coperto dopo la costruzione della canonica, per permettere il passaggio dalla chiesa alla casa del prete.

La terza cinta di mura va a chiudere l’espansione dell’abitato, avvenuta dopo la costruzione della Chiesa di San Giorgio.
L’edificio, infatti fu realizzato fuori il circuito urbano, con il tempo, inoltre, nell’area retrostante era sorto spontaneamente un quartiere (chiamato oggi “Il Borgo), costituito da fienili, stalle ed orti. Era necessaria una nuova protezione, così nel XV sec. fu costruita la nuova cinta, di cui faceva parte la Porta San Giorgio

9.Chiesa di San Giorgio

E’ il monumento più interessante di Montemerano per la struttura architettonica e per le opere d’arte che conserva.
Nei documenti la troviamo già menzionata come pieve nel 1382, mentre nel 1296 non compare, per questo don Ippolito Corridori pensa sia stata costruita tra il 1328 (momento di massimo splendore per la famiglia Baschi) e il 1382.
E’ stato ipotizzato in base ad analisi comparative che il primo impianto della chiesa fosse costituito da un’aula a doppio quadrato. Questa figura geometrica è simbolo dell’unità della divinità. Il doppio, il numero due, invece, rappresenta nella simbologia cristiana la divisibilità, l’uguaglianza, il principio e la fine, la morte e la resurrezione, l’uomo e Dio. Successivamente, forse in periodo quattrocentesco, la pianta assume la classica forma a croce latina, basata sul triplo quadrato con chiaro riferimento alla trinità, alle virtù teologali, ai regni della vita ultraterrena.
In fondo, l’abside è voltato a crociera, separata dall’aula da un arco a tutto sesto, così come le cappelle.
Recenti scavi, fatti sulla piazza, hanno portato alla luce l’antico piano di calpestio, che era un metro più basso rispetto all’attuale, perciò è stata ipotizzata l’esistenza di una scalinata per l’ingresso dei fedeli.
La Chiesa è stata costruita fuori le mura, quindi nel XV sec. fu necessario ampliare il circuito per inglobarla e realizzare una nuova porta d’accesso al paese.
Fu consacrata il 30 ottobre del 1430, come si legge nella lapide posta sulla facciata del tempio. L’iscrizione è in caratteri capitali gotici scolpiti su una lastra di marmo. Contrariamente a quanto penseremo, questo rito all’epoca era molto raro e veniva riservato solo alle cattedrali delle città, ciò ci fa capire l’importanza di questo edificio sacro e di Montemerano.
Dal 1596 si ha notizia della sacrestia, posta a sinistra dell’abside, mentre per la cappella della Madonna del Buonconsiglio dobbiamo aspettare la metà del XVIII sec. e per quella dell’Immacolata il XIX.
L’ultima modifica è posteriore al 1911: è la così detta “stanza della cera” che si trova a sinistra dell’abside.
I veri gioielli di questa chiesa sono le opere d’arte che nel corso dei secoli si sono “stratificate” all’interno dell’edificio, dai primi cicli pittorici del Giudizio Universale della 2° metà del XV sec., realizzate da un pittore toscano, al Salvatore di Paride Pascucci (1923).
Di seguito riportiamo un breve excursus delle più importanti.
Il polittico di Sano di Pietro è senz’altro fra le più notevoli, fu realizzato appositamente per Montemerano, come dimostrano la presenza dei santi patroni S. Giorgio e S. Lorenzo, la tavola fu anche firmata dall’autore e datata (1458).
Di particolare bellezza è la Vergine Annunciata detta la Madonna della Gattaiola, a causa del foro praticato da un prete, che la utilizzò come porta. Il dipinto risale alla metà del XV sec. ed è stato realizzato da un anonimo Maestro di Montemerano, che il Nicolosi attribuisce alla “Scuola del Sassetta” mentre Brandi a quella di Giovanni di Paolo.
Della stessa epoca è l’Assunta, attribuita al Vecchietta, realizzata in legno di pioppo intagliato e policromo, ma probabilmente la chiesa di S. Giorgio non era la sua collocazione iniziale.
Ad un allievo del Vecchietta è, invece, da riferirsi il S. Pietro scolpito in legno d’olivo policromo, che rimanda all’opera in marmo del maestro, anche in questo caso l’ubicazione originale era un’altra, forse una chiesa nella campagna circostante.
Fra gli affreschi il più suggestivo è il ciclo di S. Giorgio, del 1491, che si caratterizza per rappresentare in modo dettagliato la Legenda Aurea del santo, ma i paesaggi sullo sfondo ricordano la costa e la campagna maremmana, commovente il particolare delle colline punteggiate di olivi, proprio come l’ambiente intorno a Montemerano.
Numerose altre opere furono realizzate nei secoli successivi: affreschi del XVI sec.; pale d’altare del XVII, stucchi ed altari del XVIII. Ma lasciamo a voi il gusto della scoperta, sapendo che non rimarrete delusi.

LAPIDE SULLA FACCIATA DELLA CHIESA S.GIORGIO

La lapide (cm.76 x 32), in marmo, realizzata da maestranze toscane, fu posta per ricordare la consacrazione della chiesa. Il fatto rappresenta un evento, in quanto all’epoca solo le cattedrali cittadine venivano consacrate, qui invece l’onore spetta ad una pieve di un piccolo borgo maremmano e fu proprio l’allora vescovo di Sovana ad officiare il suggestivo rito. Ciò mostra l’importanza che rivestiva Montemerano in passato.
L’iscrizione è a caratteri capitali gotici e di seguito riportiamo il testo originale e la traduzione fatta da Saverio Renzi ed Alberto Vignali.

Testo:
+ANNO DOMINI MCCCCXXX
FUIT CONSECRATA ISTA ECC
LESIA PER DOMINUM ANTONIUM DE FLOREN
TIA EPISCOPUM SOANENSEM DIE XX
X MENSIS OCTOBRIS. QUO TEMP
ORE IN MONTE MERANO ERANT PRIORES
MICHAELANGELUS IOHANNES DE TO
DESE TE MARIANUS NICOLAI. P
LEBANUS IUNT ERAT PRESBITER
BARTOLOMEUS IOHANNIS DE ROC
HECTA FATIJ ET OPERAIUS
ERAT PETRUS ANTONIJ FUCC
IJ. QUI DOMINUS EPISCOPUS CONCESSIT DE
VERA INDULGENTIA IN PERPETUUM
ANNO QUOLIBES VISITANTIBUS
HANC ECCLESIAM TE PORRIGENTI
BUS MANUS AUDITRICES. S. IN DIE
CONSECRATIONIS PRAEDICTAE ECCLESIAE
ANNUM UNUM MENSEM UNUM ET
DIEM UNUM ET QUALIBES DIE
ET PER OCTAVAM XL DIES IN D.E

traduzione:
Nell’anno del Signore 1430 fu consacrata questa Chiesa dal Signore Antonio di Firenze Vescovo di Sovana nel giorno 30 del mese di ottobre.
In quel tempo in Montemerano erano priori Michelangelo Giovanni del Todese e Mariano di Nicola, congiuntamente era pievano prete Bartolomeo di Giovanni di Rocchette di Fazio e operaio era Pietro di Antonio di Fuccio.
Il quale Signor Vescovo concesse di vera indulgenza in perpetuo ai visitatori questa chiesa in qualsiasi anno e porgenti mani soccorritrici della Santa Opera nel giorno della consacrazione della predetta chiesa un anno, un mese e un giorno, e in qualunque giorno e per l’ottava quaranta giorni di indulgenza.

LA CANONICA

I documenti storici testimoniano che l’attuale canonica era in costruzione nel 1763, impostata sulle mura e terminante nel bastione della cinta. Più tardi fu coperto l’antico camminamento di ronda, posto sopra la Porta S. Giorgio, che fa comunicare la Chiesa con l’edificio..

10.Porta di San Giorgio ,Terza cinta muraria

La Porta di San Giorgio fa parte della terza cinta muraria, realizzata nel XV sec. per difendere la Chiesa di San Giorgio ed il nuovo quartiere, “Il Borgo”. La porta si appoggiava sulla sinistra ad una torre preesistente (2° cinta muraria) e sopra di essa correva il camminamento di ronda per i soldati. Quest’ultimo fu coperto dopo la costruzione della canonica, per permettere il passaggio dalla chiesa alla casa del prete.

La terza cinta di mura va a chiudere l’espansione dell’abitato, avvenuta dopo la costruzione della Chiesa di San Giorgio.
L’edificio, infatti fu realizzato fuori il circuito urbano, con il tempo, inoltre, nell’area retrostante era sorto spontaneamente un quartiere (chiamato oggi “Il Borgo), costituito da fienili, stalle ed orti. Era necessaria una nuova protezione, così nel XV sec. fu costruita la nuova cinta, di cui faceva parte la Porta San Giorgio

11.La buca

Con questo termine è indicato dai locali un passaggio attraverso le mura (seconda cinta), che tramite uno stretto vicolo, porta alla via principale, Via Italia. Non si tratta di una porta, ma di un’apertura, sorta quando non era più necessario difendere il borgo dagli assalti dei nemici. Probabilmente è successiva alla metà XVI sec., periodo in cui il paese entra a far parte del Granducato di Toscana dei Medici. E proprio in un documento mediceo del 1588, riferito alla Comunità di Montemerano, vengono obbligati i proprietari, che avevano passaggi particolari nelle mura castellane, a munirle di porte e cancelli robusti

12.Seconda cinta muraria

Questo circuito chiude il quartiere sorto nel XIII sec. per contenere l’aumento della popolazione, probabilmente perciò delle mura furono già realizzate sotto i Baschi, così come le due porte d’accesso. Siena le ricostruì nel 1407, dotandole di tre bastioni circolari, di cui due sono ancora visibili, notevole è quello chiamato “La Torre” dove ancora è visibile la finestrina della guardiola, sormontata da uno stemma.